Il terziario si mobilita: stato di agitazione, sciopero e manifestazione a dicembre

A distanza di quasi quattro anni dalla scadenza dei CCNL Terziario Distribuzione e Servizi, Distribuzione Moderna e Organizzata e Distribuzione Cooperativa, le associazioni datoriali firmatarie di questi contratti si rifiutano di rinnovarli a condizioni dignitose per i circa tre milioni di lavoratori dipendenti a cui sono applicati. 

Il senso di responsabilità che ha indotto le lavoratrici, i lavoratori e le loro OO.SS. ad assumere una posizione equilibrata durante il lungo arco temporale nel quale si è tentato di portare avanti le trattative è stato frustrato anche in occasione degli incontri tenutisi nelle ultime due settimane. 

La responsabilità, se non è condivisa, rischia di ritorcersi contro chi la pratica. 

Le associazioni dei datori di lavoro, in via generale, non vogliono riconoscere incrementi contrattuali in linea con l’inflazione misurata con l’indice Ipca al netto dei generi energetici importati, nonostante gli accordi interconfederali da loro siglati prevedano un legame funzionale fra i trattamenti economici dei lavoratori e tale indice. 

La coerenza viene quasi ritenuta un disvalore nel complicato sistema associativo di settore. 

Tra le associazioni datoriali c’è chi, a parole, si dichiara disponibile a non disconoscere quegli accordi confederali, ma pone come pregiudiziali scambi che di fatto mettono in discussione pezzi di salario già acquisiti, e chi invece, nel dichiararsi disponibile a non chiedere scambi, propone di non tener conto nella fissazione degli incrementi salariali delle dinamiche inflattive. In tutti e due i casi non sono per nulla accettabili le proposte di salario avanzate da tutte le controparti datoriali. 

I datori di lavoro del TDS hanno un’idea talmente innovativa del lavoro che propongono di tornare alla forma più arcaica di baratto: pane in cambio di dignità. 

Le associazioni dei datori di lavoro, unanimemente, sono indisponibili ad erogare quote di salario a compensazione del lungo periodo trascorso dalla scadenza dei CCNL, pur sapendo che, in particolare nell’anno 2022, l’inflazione ha fortemente eroso il potere di acquisto di chi lavora nel settore. 

Dopo aver operato rincari per qualsivoglia ragione (e non sempre per dei veri motivi), le imprese del TDS, della DMO e della Distribuzione Cooperativa si accaniscono proprio su chi consente loro di esistere e di performare: le lavoratrici ed i lavoratori. 

Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione, Ancc-Lega Coop, Confcooperative-Consumo e Utenza e Agci-Agrital sembrano unicamente capaci di infliggere alle lavoratrici ed ai lavoratori umiliazioni. 

Oltre a doversela vedere con modelli organizzativi aziendali sempre più flessibili e aperture commerciali totalmente deregolamentate ed in grado di vanificare la benché minima aspirazione ad una reale conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, alle lavoratrici ed ai lavoratori del TDS, della DMO e della Distribuzione Cooperativa viene negato anche il basilare diritto ad un congruo incremento in termini retributivi. 

Tale situazione richiede una risposta chiara.
Pertanto, è dichiarato lo STATO DI AGITAZIONE E LO STOP A QUALSIASI FORMA DI FLESSIBILITA’ (supplementare, straordinario, prestazioni domenicali per chi non vi è tenuto per previsione di contratto individuale, banca-ore e patti con clausole) per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del Terziario Distribuzione e Servizi, della Distribuzione Moderna e Organizzata e della Distribuzione Cooperativa. 

Saranno indette per i mesi di ottobre e novembre le ASSEMBLEE SINDACALI RETRIBUITE PRESSO I LUOGHI DI LAVORO per aggiornare le lavoratrici ed i lavoratori sia sugli esiti dei confronti negoziali con Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione, Ancc-Lega Coop, Confcooperative-Consumo e Utenza e Agci-Agrital sui rinnovi dei CCNL che sulle forme di mobilitazione da realizzarsi per contrastare le posizioni datoriali che impediscono allo stato attuale il raggiungimento di intese di rinnovo dignitose per chi lavora nel settore. 

FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTuCS terranno un ATTIVO NAZIONALE DELLE DELEGATE E DEI DELEGATI del Terziario Distribuzione e Servizi, della Distribuzione Moderna e Organizzata e della Distribuzione Cooperativa entro la seconda decade di novembre (in luogo che sarà comunicato nei prossimi giorni). 

È PROCLAMATO LO SCIOPERO NAZIONALE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DEL TERZIARIO DISTRIBUZIONE E SERVIZI, DELLA DISTRIBUZIONE MODERNA E ORGANIZZATA E DELLA DISTRIBUZIONE COOPERATIVA PER UN’INTERA GIORNATA LAVORATIVA NEL MESE DI DICEMBRE 2023 (la giornata dello sciopero sarà comunicata nei prossimi giorni). 

È, inoltre, programmata, in concomitanza con lo sciopero nazionale, una MANIFESTAZIONE NAZIONALE (in luogo che sarà comunicato nei prossimi giorni), a cui prenderanno parte le lavoratrici e i lavoratori che si asterranno dal lavoro nell’ambito della iniziativa di mobilitazione. 

Un’intera categoria di lavoratrici e di lavoratori, peraltro fra le più numerose in Italia, non può essere ostaggio dei calcoli cinici di un sistema associativo del tutto indifferente ai bisogni ed alle necessità di chi ha dato tanto in questi anni sia alle imprese che al Paese. 

IL CONTRATTO CI SPETTA, È L’ORA DEI RINNOVI!